Contro i tagli del Comune che hanno portato alla chiusura della scuola serale di piazza XXV Aprile
MILANO - «Rimarremo qui ad oltranza, fino a quando non ci sarà la riapertura effettiva delle classi previste». Così rispondono i cinque studenti-lavoratori che dalle 18 circa di ieri si trovano su una balconata all’ultimo piano del Liceo civico serale Gandhi di piazza XXV Aprile a Milano. Balconata dove hanno passato la loro prima notte all’addiaccio, nella nebbia fitta e con la temperatura sotto lo zero. «Vogliamo solo studiare» è la scritta che campeggia sul maxi striscione, mentre davanti all'istituto altri ragazzi partecipano alla protesta. «Abbiamo occupato il tetto perché determinati a ottenere la riapertura di tutte le classi soppresse, riapertura già decretata dall'ordinanza del Tar e che, ignorata dal Comune di Milano, ha portato al commissariamento per inadempienza del Comune stesso» spiegano i manifestanti. La prima notte al freddo dei cinque studenti del liceo, barricati sulla terrazza della sede dell'istituto in piazza XXV Aprile per chiedere la riapertura delle classi soppresse, «è andata bene anche se, nonostante l'equipaggiamento, è stata un po' fredda», spiega uno dei ragazzi. I cinque hanno passato la notte nelle tende, riscaldati dai sacchi a pelo, dalle coperte e da una stufetta elettrica. Con loro hanno anche delle catene con le quali legarsi nel caso di un eventuale intervento di sgombero da parte delle forze dell’ordine.
| I cinque sul tetto (Fotogramma) |
I CINQUE SUL TETTO - Hanno tra i 20 e i 25 anni, fatta eccezione per il più grande che ha quasi 40 anni e sono tutti studenti-lavoratori. Tra di loro c'è anche una ragazza. Tre di loro sono rimasti quest'anno senza una classe dopo la decisione del Comune di riattivare solo quelle con un determinato numero di iscritti. Pur di raggiungere il loro obiettivo, sono «determinati ad andare avanti a oltranza» anche se la trattativa di lunedì sera tentata dal Comune non ha sbloccato la situazione. Gli studenti del Gandhi attendono poi la pronuncia sul loro caso del Consiglio di Stato. «Per oggi (martedì, ndr) è attesa la pronuncia ma anche in caso di decisione a noi favorevole - annunciano - resteremo qui fino alla riapertura effettiva delle classi».
Redazione online
19 gennaio 2010






Comments